Adolescenza

L’adolescenza.

Progetto Giovani ha come obiettivo la promozione del benessere e la prevenzione del rischio in adolescenza e nella prima età adulta, fasi della vita in cui cresce la possibilità di esporsi a pericoli e vulnerabilità: l’uso di sostanze psicoattive (tabacco, alcol, marijuana), il comportamento sessuale precoce e non protetto, l’alimentazione disturbata, la guida e i comportamenti pericolosi (Bonino S. 2004; Bonino S., Cattelino E., Ciairano S. 2007; Palmonari A. 2001).

Queste condotte, per quanto possano diventare dannose, hanno lo scopo di ottenere qualcosa che per gli adolescenti è considerato “rilevante, significativo e positivo” (Bonino S., Cattelino E., Ciairano S. 2007). L’adolescenza e la giovinezza sono infatti un periodo della vita in cui una parte del rischio è legata indissolubilmente al desiderio vitale di crescita e ricerca di se stessi (Maggiolini, A., Pietropolli Charmet, G. 2004), al bisogno di affermazione e sperimentazione di sé, di identificazione e di accettazione sociale. Le attività di prevenzione sono volte a favorire queste spinte vitali  (Caprara, G.V., Fonzi A. 1999; Rapporto CRC 2016) consentendo ai ragazzi di poter raggiungere questi stessi obiettivi attraverso comportamenti salutari e riducendo al minimo il rischio (Bonino S., Cattelino E., Ciairano S. 2007).

Gli aspetti di “rischio sociale”, “disagio” e “devianza” possono infatti diventare passaggi che, progressivamente, conducono da una situazione problematica diffusa, caratteristica dell’adolescenza, ad un disagio più profondo, fino ad arrivare a comportamenti a rischio (Vettorato G., 2013).

Secondo l’OMS il 20% degli adolescenti soffre di disturbi mentali e il suicidio è la terza causa di morte tra i giovani (Eurispes, 2009). Una ricerca condotta dall’Istituto M. Negri di Milano su un campione di 1.616.268, ha rilevato che il 4% di adolescenti con meno di 18 anni ha ricevuto cure per problemi psicologici, dipendenze o depressione (ISFOL, Pavoncello, D., Laghi, F. 2015). Il ricorso alla consultazione psichiatrica o psicologica si è accresciuta del 10% negli ultimi 5 anni (Eurobarometer, 2012).

Il disagio si esprime spesso anche attraverso il rapporto con l’istruzione. Sono circa 500 mila gli alunni con bisogni speciali che non rientrano nelle leggi 104 e 170. Su 222.917 alunni con disabilità frequentanti le scuole, sia statali che non statali, di ogni ordine e grado, il 24,6% (54.839 alunni) rientra nella tipologia “altra disabilità” che comprende: disturbi psichiatrici precoci, disturbi specifici di apprendimento, deficit di attenzione e iperattività (Miur – D.G. per gli Studi, la statistica, e i servizi Informativi 2013). Nel periodo 2012/2013 i giovani iscritti nella scuola secondaria di II grado con “altro tipo di disabilità” erano 16.648 il 31,6% del totale degli alunni certificati (Miur –D.G. per gli Studi, la statistica, e i servizi Informativi, 2013 cit in ISFOL, Pavoncello, D., Laghi, F., 2015).

I disturbi mentali si manifestano nel 75% prima dei 24 anni: con un’età media di insorgenza di 11 – 15 anni per i disturbi di ansia; 19 – 21 per i disturbi da abuso di sostanze; 24 – 30 per disturbi dell’umore. Il tasso di psicopatologia è andato progressivamente aumentando negli adolescenti nel corso degli ultimi decenni (Twenge 2010, Collishaw, 2010 cit in ISFOL, Pavoncello, D., Laghi, F., 2015).

Gli ambiti cui il progetto si dedica (percorsi di studio e formazione, gestione del tempo libero, supporto alle diverse forme di disagio psicologico, informazione e prevenzione) nascono appunto dallo studio dei fattori di prevenzione e di tutela del benessere. Sono volti all’ascolto dei giovani, a favorire una conoscenza di sé e della realtà in cui vivono, alla valorizzazione delle proprie capacità, all’utilizzo di risorse e servizi presenti sul territorio, attraverso un loro coinvolgimento attivo.

In un momento così ricco di trasformazioni, in equilibrio tra continuità e cambiamento, si modifica l’immagine corporea (Pietropolli Charmet G. 2012), la relazione con i coetanei (Pietropolli Charmet G. 2011) e con i genitori (Malagoli Togliatti, M. 2004).

Per questi motivi la promozione del benessere necessita del rafforzamento dei fattori protettivi proprio in questi diversi ambiti: fisico, psicologico e sociale. Altrettanto importante è ridurre i fattori che possono ritardare l’emersione di un eventuale disagio:

  • mancato o tardivo riconoscimento da parte del mondo degli adulti;
  • paura della reazione sociale in caso di richiesta di aiuto;
  • carenza e scarsa accessibilità ai servizi che spesso non sono adeguatamente conosciuti.

Per prevenire quindi è necessario: coinvolgere i giovani; creare una rete; favorire l’accesso alle realtà esistenti sul territorio; individuare precocemente i fattori di rischio; potenziare i fattori di protezione  (Bonino S., Cattelino E., Ciairano S. 2007).

Sono considerati fattori di rischio gli aspetti legati alla persona, all’ambiente percepito, all’ambiente sociale, ai comportamenti: povertà, insuccesso scolastico, fallimento lavorativo, tempo libero non occupato in modo finalizzato, destrutturazione familiare, conflitti familiari, individualismo, fatica, malessere, insoddisfazione, frustrazione. Fattori che aumentano le probabilità di coinvolgimento in comportamenti a rischio sono: ripetenze scolastiche; intenzioni o tentativi di abbandono scolastico (fattore di rischio nella salute mentale); cattiva qualità delle relazioni con i coetanei; assenza di un pensiero autonomo; tempo trascorso senza fare nulla (ISFOL, Pavoncello, D., Laghi, F., 2015).

Sono considerati fattori protettivi: soddisfazione per l’esperienza scolastica; soddisfazione per le relazioni con gli insegnanti; importanza attribuita all’esperienza scolastica; percezione dell’utilità della scuola; elevate aspettative positive rispetto alla scuola; sostegno da parte degli amici; capacità di prendere decisioni in maniera autonoma; buone relazioni tra ambiente familiare e amicizie; modelli di riferimento positivi; tempo dedicato allo studio e alla lettura; tempo trascorso con la famiglia; la resistenza socio-culturale al fenomeno dell’uso di sostanze; il possesso di abilità di autocontrollo; possibilità di essere ascoltati dagli adulti di riferimento; accesso a punti di informazione, prevenzione e orientamento (ISFOL, Pavoncello, D., Laghi, F., 2015).

Risultano pertanto strumenti utili alla promozione della salute e alla prevenzione:

  • promuovere la consapevolezza e la valorizzazione delle competenze personali: aiutare i giovani a progettare il proprio futuro; favorire la percezione di essere cittadini attivi; incrementare l’autostima e l’autonomia; promuovere la capacità di scelta e la coscienza delle proprie azioni; consolidare la capacità di pensare e di apprendere dalle proprie esperienze; incrementare la disponibilità al confronto (Regione Emilia- Romagna. Servizio Politiche familiari 2013).
  • promuovere la relazione educativa e la prossimità: in questa fascia di età è fondamentale considerare gli “effetti relazionali”. Ogni azione compiuta veicola messaggi di relazione interpersonale che possono riguardare amici, famiglia, gruppi e le istituzioni (Regione Emilia- Romagna. Servizio Politiche familiari 2013). Nella progettualità con gli adolescenti è necessaria la vicinanza relazionale. Il concetto di relazione può diventare un processo circolare virtuoso la cui esperienza può essere ricercata e riproposta in modo attivo.
  • promuovere la comunicazione e l’informazione: consentire di accedere, capire e usare le informazioni utili per il proprio benessere (Rapporto CRC 2016); promuovere la consapevolezza del proprio essere parte di un contesto relazionale (Regione Emilia- Romagna. Servizio Politiche familiari 2013).

Alla luce di queste considerazioni, Progetto Giovani si propone come strumento messo a disposizione degli adolescenti, dei giovani adulti e delle loro famiglie.

Nasce in linea con il Piano di zona 2011-2015 realizzato dall’Esecutivo della Conferenza dei Sindaci e dal Direttore dei Servizi Sociali dell’Azienda ULSS 20, che prevede “strumenti di regolamentazione, di accordo e sinergia tra vari soggetti pubblici e non, arricchendo di nuove potenzialità l’area dei servizi nelle proprie comunità locali” (Piano di zona 2011-2015, 2010). Progetto Giovani si propone proprio come strumento al servizio di questo Piano rispettandone le cinque priorità di intervento:

  1. “il bisogno di affermare diritti in relazione ai doveri e usufruire di opportunità da parte degli adolescenti e dei giovani;
  2. il rischio di comportamenti devianti negli adolescenti, sia nel caso di dipendenze e abusi, sia nel caso di comportamenti psicopatologici come bullismo, scompensi e disturbi alimentari, condotte suicidarie o para suicidarie e tutte le problematiche afferenti alla sfera affettiva e sessuale;
  3. la necessità di spazi per i giovani, non solo spazi fisici, dedicati, di ascolto, di accompagnamento, ma anche gli spazi virtuali, di informazione e di conoscenza;
  4. la possibilità di rappresentanza giovanile nella costruzione della comunità locale, di formazione all’impegno sociale e alla cittadinanza attiva;
  5. la possibilità di inserimento lavorativo/formativo e il rischio di abbandono scolastico.” (Piano di Zona 2011-2015, 2010).

Obiettivo condiviso è promuovere i punti di forza e le risorse dei giovani per migliorarne il benessere attraverso strumenti che consentano di occuparsi del bisogno e al disagio, ma soprattutto di “promuovere le politiche dell’agio e del protagonismo giovanile” (Piano di Zona 2011-2015, 2010) contribuendo alla partecipazione diretta alla vita sociale attraverso le seguenti modalità:

  • “favorire la centralità del protagonismo giovanile e la partecipazione attiva dei giovani alla vita della città;
  • valorizzare e sostenere la socializzazione dei giovani, anche attraverso luoghi di aggregazione giovanile;
  • favorire e sostenere l’offerta complessiva delle opportunità che esistono sul territorio comunale, nazionale ed europeo per i giovani;
  • incentivare la conoscenza dei servizi offerti dal territorio e informare sulle attività delle associazioni giovanili;
  • costruire una rete con soggetti pubblici e privati che offrono servizi ai giovani nelle diverse situazioni, nell’agio come nel disagio;
  • sostenere interventi di prevenzione e sensibilizzazione per una migliore conoscenza della condizione giovanile;
  • promuovere e valorizzare le molteplici progettualità proposte dai giovani” (Piano di Zona 2011-2015, 2010).

Progetto Giovani ha scelto di utilizzare, in modo privilegiato, un portale web e i social come strumento comunicativo, anche con l’obiettivo di promuovere un uso consapevole e costruttivo delle nuove tecnologie.

 

Bibliografia

Bonino S. (2004), Il fascino del rischio negli adolescenti. Giunti Editori, Firenze.

Bonino S., Cattelino E., Ciairano S. (2007), Adolescenti e rischio. Comportamenti, funzioni e fattori di protezione. Giunti Editore, Firenze.

Caprara, G.V., Fonzi A. (1999), L’età sospesa: Itinerari del viaggio adolescenziale. Giunti Editore, Firenze.

ISFOL, Pavoncello, D., Laghi, F., (2015) Il disagio psichico in adolescenza. Fattori di rischio e di protezione. Intervento a “XXXII CONGRESSO NAZIONALE C.N.I.S. Quando educare è più difficile: tra natura e cultura (nature and nurture)“, Padova, Università degli Studi, 27-28 marzo 2015. [online]. Disponibile all’indirizzo isfol.

Maggiolini, A., Pietropolli Charmet, G. (2004). Manuale di psicologia dell’adolescenza: Compiti e conflitti. FrancoAngeli, Milano.

Malagoli Togliatti, M. (2004). Costruzione delle relazioni familiari all’interno della famiglia. Paper presentato al Convegno internazionale Sviluppo della persona e promozione del senso (Napoli, Istituto di Studi Filosofici, 22 ottobre).

Palmonari A. (2001). Gli adolescenti. Il Mulino, Bologna.

Piano di Zona 2011-2015 (2010). [online]. Disponibile all’indirizzo ulss20.

Pietropolli Charmet G. (2011), Cosa farò da grande? Il futuro come lo vedono i nostri figli. Laterza, Bari.

Pietropolli Charmet G. (2012), La paura di essere brutti. Gli adolescenti e il corpo. Raffaello Cortina, Milano.

Rapporto CRC (2016), I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. 9° rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia 2015-2016 [online]. Disponibile all’indirizzo: www.savethechildren.it

Regione Emilia- Romagna. Servizio Politiche familiari (2013), Promozione del benessere e la prevenzione del rischio in adolescenza: “Progetto Adolescenza”. Linee di indirizzo regionali [online]. Disponibile all’indirizzo: Regione_ER_Progetto_Adolescenza

Vettorato G., (2013) I fattori di disagio e di rischio: analisi e modelli interpretativi [online]. Disponibile all’indirizzo vettorato.unisal.it in Appunti di psicosociologia della devianza. Università Pontificia Salesiana. Roma.