I distrubi sessuali e dell’identità di genere

La sessualità è una delle sfere più personali e private della vita di un individuo. Ognuno di noi è un essere sessuato con preferenze e fantasie che talvolta possono sorprenderci e persino scandalizzarci, ma che di solito fanno parte del normale funzionamento sessuale. Quando invece fantasie o desideri hanno su di noi stessi o sugli altri effetti indesiderati o dannosi, essi cominciano a qualificarsi come patologie. Suddividiamo la nostra analisi dei problemi e dei disturbi sessuali in tre sezioni principali: le disfunzioni sessuali, quelle alterazioni della funzionalità sessuale riscontrabili in molte persone che sono per altri versi sane da un punto di vista psicologico; il disturbo di identità di genere, una diagnosi usata per descrivere le persone che ritengono di appartenere al sesso opposto; e le parafile, nelle quali le persone sono attratte da oggetti o da attività sessuali inusuali. 

Disfunzioni sessuali

Il DSM-IV-TR suddivide le disfunzioni sessuali in quattro categorie: disturbi del desiderio sessuale, disturbi dell’eccitazione sessuale, disturbi dell’orgasmo e disturbi da dolore sessuale. La disfunzione deve essere persistente e ricorrente e deve causare notevole disagio o difficoltà interpersonale. Una diagnosi non viene formulata se si ritiene che il disturbo sia dovuto esclusivamente a una condizione medica o ad un altro disturbo, come una grave depressione. Sebbene molte persone riferiscono i sintomi di una disfunzione sessuale è importante sottolineare che le diagnosi cliniche non vengono fatte se una persona non deriva da questi sintomi un disagio significativo o una compromissione del funzionamento in altre aree. 

Disturbo del desiderio sessuale

Il DSM-IV-TR distingue due tipi di disturbi del desiderio sessuale. Il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo si riferisce alla carenza o all’assenza di fantasie e impulsi sessuali; il disturbo da avversione sessuale rappresenta un disturbo più estremo, nel quale vengono attivamente evitati quasi tutti i contatti genitali con un’altra persona. 

Disturbo dell’eccitazione sessuale

Alcune persone non hanno alcun problema relativo al desiderio sessuale, ma hanno difficoltà a raggiungere o a mantenere l’eccitamento sessuale. Le due sottocategorie dei disturbi dell’eccitamento sono il disturbo dell’eccitamento sessuale femminile e il disturbo maschile dell’erezione. La diagnosi di disturbo dell’eccitamento è posta per la donna quando vi è una lubrificazione vaginale costantemente inadeguata all’agevole completamento del rapporto, e per l’uomo quando si registra una persistente incapacità di raggiungere, o di mantenere fino al completamento dell’attività sessuale, un’erezione adeguata. 

Disturbi dell’orgasmo

Il DSM-IV-TR descrive tre tipi di disturbo dell’orgasmo, uno riconosciuto nelle donne e due negli uomini. Il disturbo dell’orgasmo femminile si riferisce alla persistente assenza di orgasmo dopo l’eccitazione sessuale. Questo disturbo viene diagnosticato solo se l’assenza di orgasmo è persistente e tale da causare sofferenza soggettiva. I due disturbi dell’orgasmo negli uomini sono: il disturbo dell’orgasmo maschile, definito da una persistente difficoltà a eiaculare, e l’eiaculazione precoce, definita da una eiaculazione che si verifica troppo rapidamente. 

Disturbi da dolore sessuale

Il DSM classifica due disturbi da dolore da origine sessuale: la dispareunia e il vaginismo. Si formula una diagnosi di dispareunia in presenza di un dolore ricorrente o persistente durante il rapporto sessuale. La dispareunia può essere diagnosticata nelle donne e negli uomini. Alcune persone riferiscono che il dolore è concomitante all’atto della penetrazione mentre altre riferiscono dolore solo dopo la penetrazione. Per formulare questa diagnosi il dolore non deve essere causato da un problema medico. Il vaginismo è caratterizzato da spasmi involontari dei muscoli perineali che circondano il terzo esterno della vagina, tali da rendere impossibile il rapporto sessuale. 

Disturbo dell’identità di genere

Le persone con il disturbo dell’identità di genere, di solito fino fin dalla prima infanzia, sentono profondamente dentro di sé di appartenere al sesso opposto. È possibile allora che la persona desideri modificare chirurgicamente il suo corpo per farlo corrispondere alla sua identità di genere. Questa diagnosi è applicata solo quando il desiderio si essere un membro del sesso opposto provoca disagio clinicamente significativo e compromissione di importanti aree del funzionamento della persona. Il disturbo d’identità di genere è una delle categoria più controverse del DSM. C’è infatti che sostiene che trarre questa diagnosi porti a patologizzare e stigmatizzare una diversità che si verifica naturalmente. 

Parafilie

Nel DSM-IV-TR le parafilie sono un gruppo di disturbi nei quali l’eccitazione sessuale viene suscitata da oggetti inusuali oppure da attività sessuali di natura inusuale. In altre parole, vi è una deviazione (para) rispetto a ciò che suscita attrazione (-philia). Per formulare questa diagnosi il DSM richiede che le fantasie, gli impulsi o i comportamenti abbiano una durata di 6 mesi. Queste diagnosi infatti si applicano a quegli impulsi sessuali che sono più problematici e duraturi rispetto a fantasie occasionali o sperimentazioni sessuali. Le parafilie vengono diagnosticate se le fantasie o i comportamenti sono ricorrenti e tali da causare notevole disagio o compromissione di importanti aree del funzionamento della persona, o se danneggiano il soggetto od altre persone. Tra le parafilie il DSM include: il feticismo, il feticismo di travestimento, la pedofilia, il voyeurismo, l’esibizionismo, il frotteurismo, il sadismo e il masochismo sessuale.