Giornate di Studio sulla Psicoterapia dell’Adolescente e del Giovane adulto

Durante le Giornate di Studio sulla Psicoterapia dell’Adolescente e del Giovane adulto, verranno trattati, attraverso momenti teorici e clinici, temi emergenti nella relazione psicoterapeutica con i giovani pazienti.

Le Giornate, che verranno accreditate ECM, sono riservate a Psicologi, Psicoterapeuti, Medici Psichiatri e Neuropsichiatri Infantili. Gli interventi dei relatori saranno accompagnati da momenti di confronto con i partecipanti e dalla presentazione e supervisione di alcuni casi clinici.

Il 6 marzo i temi trattati saranno:

  • il rapporto con l’altro in adolescenza
  • l’uso dei test proiettivi e dello storytelling in fase diagnostica e nella relazione terapeutica

Il 7 marzo:

  • la relazione tra le menti, ovvero la possibilità di comunicare con l’altro
  • il rapporto genitori-figli nella psicoterapia con gli adolescenti.

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Giuseppe Civitarese
Giuseppe Civitarese, Psichiatra e Psicoanalista, vive e lavora a Pavia. Ha pubblicato: L’intima stanza. Teoria e tecnica del campo analitico, Roma 2008; La violenza delle emozioni. Bion e la psicoanalisi postbioniana, Milano 2011; Perdere la testa. Abiezione, conflitto estetico e critica psicoanalitica, Firenze 2012; Il sogno necessario. Nuove teorie e tecniche dell’interpretazione in psicoanalisi, Milano 2013; I sensi e l’inconscio, Roma 2014; Il campo analitico e le sue trasformazioni, con A. Ferro, Milano 2015; Trasposizioni. Glossarietto di psicoanalisi, Milano-Udine 2017; Un invito alla psicoanalisi, con A. Ferro, Roma 2018; Soggetti sublimi: esperienza estetica e intersoggettività in psicoanalisi, Milano-Udine 2018. Ha curato inoltre i seguenti volumi: L’ipocondria e il dubbio: L’approccio psicoanalitico, Milano, 2011; Le parole e i sogni, Roma 2015; The W. R. Bion Tradition: Lines of Development—Evolution of Theory and Practice over the Decades, Londra 2015; Advances in Psychoanalytic Field Theory: International Field Theory Association Round Table Discussion, Routledge, Londra 2016; Bion and Conyemporary Psychoanalysis: Reading ‘A Memoir of the Future’, Londra 2017.

La relazione tra le menti
La relazione tra le menti, ovvero la possibilità di comunicare con l’altro, il mio accesso all’altro e viceversa, è il problema centrale della filosofia e della psicologia del ‘900. Per risolverlo, entrambe le discipline hanno messo al centro il concetto di intersoggettività. Hanno cercato cioè di creare dei modelli teorici per capire come  una mente  nasce e si sviluppa  a partire da un’altra mente. Attorno a questo stesso concetto di intersoggettività, nella psicoanalisi contemporanea si sta verificando un vero e proprio cambio di prospettiva. Ci stiamo lasciando alle spalle il paradigma epistemologico e stiamo approdando a un paradigma ontologico. Stiamo passando cioè a valutare meno il conoscere e il comprendere e più il divenire  e l’essere. Al rinnovamento hanno contribuito la psicoanalisi dei bambini e degli adolescenti, in cui da sempre queste dimensioni sono per forza di cose prevalenti. In parole povere, siamo più attenti a far crescere la mente e meno a scovare contenuti psichici rimossi. L’autore discute alcune delle implicazioni che questo modo di vedere riveste per la psicoterapia psicoanalitica.

 

Roberto Goisis
Dott. Pietro Roberto Goisis Medico, specialista in Psichiatria, psicoterapeuta, psicoanalista SPI e IPA. Lavora a Milano dal 1978. E’ stato consulente psichiatra e psicoterapeuta presso la Casa di Cura Le Betulle di Appiano Gentile (Como) dal 1979 al 1994; consulente e formatore presso il Centro di Psicologia Clinica della Provincia di Milano, dal 1987 al 1996. E’ docente presso l’Università Cattolica di Milano dal 1997 e presso Scuole di Specializzazione in Psicoterapia dal 1998. Formatore presso Enti, Associazioni, Servizi Pubblici e Privati. E’ membro dell’Associazione Tempomindfulness e diplomato al corso Mindfulness Based Stress Reduction ( MBSR).

N elevato alla n
In quanti siamo nella relazione terapeutica con l’adolescente? Il concetto di “terzo” è stato declinato dalla teoria psicoanalitica in varie e differenti versioni. Dopo una breve rassegna sul tema verranno prese in considerazione le modalità specifiche con le quali “l’altro” e la sua funzione si presentano nel corso della fase adolescenziale e quali ricadute e opportunità tale presenza abbia nella relazione psicoterapeutica.

 

Daniela Morano
Daniela Morano, Psicologa Psicoterapeuta ad indirizzo psicoanalitico, specializzata in “Psicologia Clinica e Patologica” e in “Tecniche Proiettive”, ha diretto per vent’anni il Centro di formazione “Psicodiagnostica” di Brescia. Esercita privatamente in ambito clinico con adolescenti e adulti. Lavora in ambito formativo con supervisioni individuali e di gruppo sull’uso dei test proiettivi e dello storytelling in psicoterapia.

Per vie traverse
Percorsi alternativi di conoscenza e di cura nella relazione con l’adolescente. La relazione si propone di illustrare perché  la somministrazione e la restituzione dei test proiettivi, così come l’uso dello storytelling, sia in fase diagnostica che nella relazione terapeutica, siano dei percorsi alternativi utili a favorire l’instaurarsi della relazione terapeutica e ad  agevolare il superamento delle difese e lo sblocco delle fasi di stallo in psicoterapia.

 

Irene Ruggiero
Psicologa e psicoterapeuta, vive e lavora a Bologna, operando come psicoanalista di bambini, adulti e adolescenti. Socia della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association dal 1984, è membro ordinario con funzioni di training e esperta SPI/IPA in psicoanalisi del bambino e dell’adolescente. Ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali nella SPI, è stata Segretario Scientifico e Presidente del Centro Psicoanalitico di Bologna. E’ segretario della Commissione Nazionale SPI per la psicoanalisi del bambino e dell’adolescente. È docente e Supervisore in Corsi di Formazione per psicologi, psichiatri e neuropsichiatri infantili operanti nel settore materno-infantile e adolescenziale presso varie istituzioni. E’ autrice di numerosi articoli e di volumi.

Deleghe transgenerazionali e identificazioni alienanti: districarsi nelle complesse relazioni tra adolescenti e genitori
E’ noto che l’adolescenza costituisce una fase della vita particolarmente complessa, nella quale i ragazzi devono integrare nella rappresentazione di sé il nuovo corpo sessuato, nato dalle trasformazioni pubertarie attraverso un impegnativo lavoro psichico di ricostruzione simbolica che cimenta profondamente le loro basi identitarie.  L’adolescenza dei figli rappresenta anche un fattore di crisi per i genitori, chiamati a loro volta a rinegoziare non solo le rappresentazioni dei figli e le proprie, ma anche a rinegoziare le caratteristiche delle relazioni con loro. Queste necessarie trasformazioni possono risultare difficili e anche impossibili quando i figli sono oggetto di deleghe transgenerazionali inconsce, spesso dovute al fatto che i genitori stessi non si sono sufficientemente “sciolti” dai loro vincoli con le generazioni precedenti, alle quali li legano “identificazioni alienanti”, che a loro volta interferiscono con le possibilità evolutive degli adolescenti.   Può così accadere che alcuni sintomi dei figli siano sostenuti da bisogni inconsci dei genitori. Per questo, in caso di persistenti difficoltà adolescenziali, è opportuno prendere in esame, oltre alle difficoltà dell’adolescente, anche gli scenari della “genitorialità”, e valutare l’opportunità di un trattamento congiunto, in un’ottica di integrazione che tenga conto dei bisogni difensivi e delle necessità collusive che sottendono i delicati equilibri familiari. Tanto che, in casi in cui l’adolescente rifiuti un intervento terapeutico, come in uno dei casi clinici che verrà presentato, è anche possibile affrontarne i sintomi attraverso il lavoro psicologico con i suoi genitori.